Ah, l’Amour! Un sentimento così potente e così al centro dei pensieri dell’umanità fin dalla notte dei tempi che era impossibile non avesse una giornata tutta dedicata!
E infatti è così: ogni anno, il 14 febbraio, si festeggia San Valentino, la Festa degli Innamorati, che nel corso degli ultimi anni è diventata più in generale la festa di chi ama.
Una celebrazione dell’amore universale, talvolta così strabordante di romanticismo che ci si dimentica il perché di questa festa. Ecco allora tre curiosità sul 14 febbraio!

Pare che Valentino fosse un vescovo vissuto circa due secoli dopo la nascita di Gesù. Originario di Terni, in Umbria, alla veneranda età di 97 anni subì il martirio, quando venne decapitato dai Romani (nel 273 d. C.).
La sua colpa? Aver unito in matrimonio un soldato romano pagano e una donna di fede cristiana: due persone che si amavano pur appartenendo a mondi opposti, quando il cristianesimo era considerato un’eversione nei confronti dell’Impero.
Per questo motivo, quasi duecento anni più tardi (nel 496 d. C.), Papa Gelasio I lo indicò come il Santo a cui affidare gli innamorati, quando ne istituì la festa.
Gli Antichi Romani avevano molti giorni di festa durante l’anno, nei quali praticavano riti e celebrazioni per propiziarsi tutto ciò che di buono le divinità potessero loro concedere.
Tra questi, il 15 febbraio c’erano i Lupercali, giornate dedicate al dio Fauno, nelle sue vesti di Luperco: feste della fertilità, in cui donne e uomini si lasciavano un po’ andare con celebrazioni che i cristiani ritenevano assolutamente immorali, dato che prevedano anche la nudità rituale.
Per questo motivo, una volta che il cristianesimo si fu affermato in Europa, Papa Gelasio I decise di cancellare il ricordo dei Lupercalia sostituendoli con la Festa degli Innamorati, il 14 febbraio – giorno già dedicato al Santo Valentino martire.
Un’operazione di grandissimo successo, visto che quasi duemila anni dopo la Festa degli Innamorati è viva e vegeta, ma che non riuscì a cancellare del tutto la memoria dei Lupercalia, che passarono in parte nelle celebrazioni – anche oggi sempre un po’ folli – del Carnevale.
Fino a non troppi decenni fa, il cioccolato era considerato un bene di lusso: perciò era chiaro che porgelo in dono alla persona amata era un modo per manifestare l’attenzione e la cura, nati dall’amore.
La tradizione, però, dei super romantici Baci al cioccolato è del 1922, quando l’imprenditrice e innovatrice italiana Luisa Spagnoli li creò, usando le nocciole di scarto di altre lavorazioni, impastandole con la cioccolata.
La tipica forma, con la nocciola che sporge al centro, spinse la Spagnoli a chiamarli… Cazzotti! Perché le ricordavano un pugno chiuso con la nocca al centro più alta.
Fu l’intuizione del partner – commerciale e sentimentale – della Spagnoli, Giovanni Buitoni, a ribattezzarli Baci, i celebri Baci Perugina: cioccolatini a cui poi, verso gli anni Trenta, furono aggiunti i famosi cartigli – oggi in più lingue – con frasi a tema amoroso, oggi tra i simboli più noti associati a San Valentino.
Conoscevi queste curiosità sulla Festa degli Innamorati? Viva l’Amore!
Aloha!
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