Qualcuno la chiama la Festa dei Folli, per altri è un giorno perfetto per indossare quel costume da supereroe che è nell’armadio da troppo tempo, ma per tutti è un momento in cui divertirsi e abbuffarsi di dolci!
Ovviamente stiamo parlando del Carnevale: scopri con noi tutto quello che c’è da sapere su questa divertente festa!

Come molti altri aspetti della nostra cultura contemporanea, anche il Carnevale affonda le sue radici nell’antichità e in particolare nelle tradizioni degli Antichi Romani, a loro volta influenzate da quelle dell’Antica Grecia.
Infatti, nei tempi remoti, spesso i riti religiosi avevano delle radici spirituali profonde, quasi psicologiche. È il caso dei Saturnali (verso dicembre) o dei Lupercali (a metà febbraio) che sono alla base del nostro Carnevale, quando semel in anno licet insanire, ovvero Una volta l’anno è permesso impazzire. Cosa significava?
Significava che, almeno a Carnevale, servi e padroni, ricchi e poveri, uomini e donne e così via potevano scambiarsi i ruoli e giocare a essere qualcun altro: ma perché questa magia funzionasse, bisognava perdere la propria identità ed ecco l’uso della maschera.
A volto coperto, senza che nessuno riconoscesse gli altri, si poteva essere chiunque si voleva: un modo per livellare le differenze della vita e della sorte, almeno per un giorno, lasciandosi andare alle proprie follie! Ed ecco da qui il proverbio più noto del periodo, ovvero che A Carnevale ogni scherzo vale!
La parola Carnevale deriva dal latino carnem levare, ovvero eliminare la carne.
Infatti, il Carnevale classico, che segue la ritualità della Chiesa cattolica romana, una volta prevedeva un ricchissimo banchetto da tenersi il martedì – Martedì Grasso, non a caso – prima del Mercoledì delle Ceneri, il giorno che sancisce l’avvio della Quaresima e dei quaranta giorni (quarantaquattro con le domeniche incluse, in cui però non si digiunava) in cui i fedeli si astengono dal consumare carne, in previsione della Pasqua.
Per chi, invece, segue il rito ambrosiano – ovvero quello della Diocesi di Milano e territori limitrofi – la Quaresima inizia sempre di domenica, non il Mercoledì delle Ceneri: ecco perché nel capoluogo lombardo il Carnevale dura ben quattro giorni di più rispetto al resto d’Italia!
Il digiuno della Quaresima una volta era una faccenda molto seria: non solo si eliminava la carne per quaranta giorni, ma si faceva un solo pasto al giorno.
Ecco perché nel periodo del Carnevale non solo si folleggiava, ma si mangiava il più possibile e il culmine di queste abbuffate era il giovedì prima del Mercoledì delle Ceneri (inizio della Quaresima), ovvero il Giovedì Grasso! Una tradizione che è rimasta ancora oggi, sia nei piatti salati, ma soprattutto nei dolci.
Lo sappiamo bene noi in Toscana che, in alcune zone, il Giovedì Grasso lo chiamiamo il Berlingaccio – una parola che richiama il grande tavolo da pranzo, una volta detto berlengo – e che in quei giorni amiamo gustare il Berlingozzo: una ciambella dolce da mangiare a più non posso!
Del resto, tutta Italia fa a gara a chi ha il dolce più sfacciatamente irresistible: dalle chiacchiere o salta sù lombardi, ai krapfen del Carnevale di Bolzano, passando per le immancabili castagnole fritte e il miglio con la ricotta del Sud d’Italia, c’è davvero l’imbarazzo della scelta! Basta che siano dolci e possibilmente fritti.
E tu come ami festeggiare il Carnevale? Che la festa abbia inizio!
Aloha!
Per rimanere aggiornati sulle novità di Acqua Village in anteprima